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Project Management: riflessioni per iniziare…

  • Coachingroup_admin
  • 29/01/2019

In quest’articolo Andrea Peruzzi, esperto di Project Management e certificato PMP©, risponde a 3 domande sul tema del Project Management per guidarci nella sua scoperta. Partendo dalla sua definizione, ci spiega quali sono le caratteristiche fondamentali che deve possedere un Project Manager fino ad arrivare alla descrizione di come sia strutturato un buon piano di lavoro.

Cosa è il Project Management?

In estrema sintesi è l’arte di porsi un obiettivo, di fare un piano per raggiungerlo e di ottenerlo davvero, nei tempi previsti e al costo preventivato.

L’obiettivo può essere di qualunque tipo: dalla costruzione di un edificio alla preparazione del pranzo di Natale. Le tecniche del Project Management sono le stesse e sono estremamente efficaci a prescindere dall’ambito in cui sono applicate.

Quali sono le doti del Project Manager ideale? 

Il bravo Project Manager deve essere competente nel business: se deve costruire un edificio è bene che sappia di scienza delle costruzioni se deve preparare il pranzo di Natale è bene che sappia cucinare.

Poi deve avere leadership per poter condurre il gruppo di lavoro. Attenzione: la leadership può essere innata come quella dei leader politici o religiosi, ma può essere anche basata sulla competenza come quella di un direttore d’orchestra. Quindi se pensate di non avere doti innate di leadership non perdetevi d’animo… e mettetevi a studiare!

Terza dote non meno fondamentale è la conoscenza delle tecniche di Project Management, senza le quali ogni progetto diventa un’impresa come re-imparare ad andare in bicicletta ogni volta che la si inforca. Il buon Project Manager ha imparato le tecniche di pianificazione e di controllo del progetto, le ha fatte sue, e le applica in modo automatico esattamente come quando noi saliamo in bicicletta e usiamo, senza accorgercene, delle tecniche ben precise che ci consentono facilmente di stare in equilibrio, curvare e frenare senza nemmeno pensarci.

Come si fa ad assicurarsi che il progetto rispetti le scadenze?

Basta avere un piano di lavoro ben fatto e la pazienza di verificare giorno per giorno o settimana per settimana se tutto sta andando come previsto o se bisogna intervenire con azioni correttive.

Quello che dico sempre è che un buon piano è alla base di tutto, ma che soprattutto un piano non è fatto bene solo se è estremamente dettagliato. Anzi. Un buon piano deve essere completo, credibile e soprattutto condiviso e compreso da tutti: gruppo di lavoro, cliente e tutti gli altri attori coinvolti a qualunque titolo nel progetto. Un piano super-dettagliato diventa spesso solo un peso da creare e mantenere, ma che non serve a nulla se non è frutto della condivisione delle conoscenze di tutto il gruppo di lavoro.

Di Andrea Peruzzi per The Coachingroup

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