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Coaching e psicoterapia a confronto. Come scegliere la relazione d’aiuto adatta a te.

  • Coachingroup_admin
  • 01/10/2020

Quando rivolgersi ad un Coach, quando chiedere aiuto ad uno Psicoterapeuta?

Spesso mi sento chiedere che differenze ci sono tra Coaching e Psicoterapia; quando è bene rivolgersi ad un coach e in quali circostanze invece la figura giusta a cui chiedere aiuto è quella del terapeuta.

C’è gran confusione tra queste che sono sia professioni sia relazioni npp steroid d’aiuto e comprenderne le differenze e anche i punti in comune, può aiutare ad orientarsi verso il giusto professionista che ci sostenga nel raggiungimento dei nostri obiettivi o prenda in carico la nostra sofferenza psichica.

Chi è il coach, chi è il terapeuta

Il Coach è un professionista, non necessariamente psicologo, che facilita la definizione, la chiarezza degli obiettivi che il cliente desidera raggiungere e verifica che siano veramente allineati con il suo scopo , le sue possibilità e valori.

In seguito il Coach lo accompagna nella scoperta personale di soluzioni e strategie da seguire per raggiungerli, lasciandogli piena autonomia e responsabilità.

L’ International Coach Federation (ICF) definisce il Coaching come “una partnership tra il Coach e i suoi clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale”.

Il cliente viene considerato una persona creativa e in possesso di tutte le risorse necessarie al raggiungimento dei risultati che si è prefissato. Il Coach ha il ruolo di facilitare la riflessione oltre i propri schemi limitanti per individuare nuove prospettive e opportunità personali grazie a cui i clienti sono in grado di apprendere ed elaborare strategie, tecniche e piani di azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che la qualità della propria vita.

Lo psicoterapeuta è un laureato in psicologia o medicina, iscritto al rispettivo ordine professionale (degli psicologi o dei medici), che ha portato a termine un corso di specializzazione quadriennale in psicoterapia.

Nell’ambito della psicoterapia vi sono molti approcci, che prevedono teorie e metodi alquanto diversi tra loro. Dalla tradizionale psicoanalisi, alla terapia sistemico-familiare, fino alla più moderna terapia cognitivo comportamentale che è attualmente la più diffusa nel mondo occidentale perché è l’unica ad avere una solida base di ricerca scientifica a supporto della sua efficacia.

Lo psicoterapeuta è dunque il professionista indicato nella cura dei disturbi psicopatologici.
In modo molto generale possiamo dire che tre sono i principali obiettivi della psicoterapia:

  1. la riduzione dei sintomi: in genere la richiesta principale di chi si rivolge a un terapeuta è quella di ridurre l’ansia, o la tristezza, o qualsiasi altro disturbo l’abbia condotto alla consultazione;
  2. il cosiddetto “insight”, ovvero la comprensione dell’origine del proprio malessere;
  3. il cambiamento inteso come sostituzione dei pensieri e comportamenti disfunzionali che ostacolano la propria crescita personale, con altri più utili ed efficaci, che permettono di evolvere nella direzione che si desidera.

Quando rivolgersi ad un Coach, quando rivolgersi ad uno Psicoterapeuta

La ragioni per le quali una persona può scegliere di lavorare con un coach sono molteplici: c’è in gioco una meta importante da raggiungere o il desiderio di ottenere risultati rapidamente, c’è la volontà di essere meglio organizzati e relazionarsi meglio con gli altri, c’è bisogno di modificare la direzione presa nel lavoro o nella vita personale, c’è il desiderio di fare maggiore chiarezza nella persona rispetto alle scelte da fare, c’è la volontà di raggiungere l’equilibrio tra il lavoro e la vita privata, oppure il bisogno di identificare le proprie potenzialità per utilizzarle al meglio.

La psicoterapia è un percorso che invece va intrapreso nel momento in cui un individuo sperimenta una situazione traumatica, un disagio o un malessere a cui non è, o non è più, in grado di porre rimedio da solo.

La psicoterapia è raccomandata soprattutto quando si ha a che fare con un disagio psicologico vero e proprio che si manifesta con sintomi specifici in base ai quali viene fatta una diagnosi clinica. Rivolgersi ad uno psicoterapeuta può essere la scelta giusta anche quando si vivono relazioni invalidanti, quando si avverte il bisogno di porre un punto fermo a una determinata fonte di sofferenza, capendo in che modo gestire specifici pensieri, comportamenti e stati emotivi (vedi possibili obiettivi di coaching).

Punti di contatto fra Coaching e Psicoterapia

Coaching e psicoterapia rientrano entrambe fra le relazioni d’aiuto. Consentono un cambiamento, ed il raggiungimento di obiettivi (che però sono di qualità diversa). Entrambi contemplano la possibilità di lavorare in modalità one to one (relazione uno ad uno) o in gruppo. Hanno in comune anche l’utilizzo di alcuni approcci fra cui l’approccio cognitivo-comportamentale, che agisce sulle convinzioni limitanti, e il sistemico-relazionale (studia il comportamento dell’individuo ponendolo al centro del sistema (rete) di relazioni in cui la persona vive).

Le principali differenze

Cliente (o coachee) oppure paziente

La prima importante distinzione è di natura linguistica: il coach fa delle sessioni con dei clienti, chiamati in gergo anche coachee, mentre il terapeuta fa delle sedute coi suoi pazienti.

Il cliente nel coaching può essere una persona singola o un team che vuole raggiungere un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione, o un gruppo di persone (quindi non un team inteso nel senso proprio del termine) intenzionate ad allenare una medesima competenza: gestione del tempo, leadership, capacità di parlare in pubblico… e molte altre.

Allo stesso modo uno psicoterapeuta può “trattare” un singolo paziente, oppure può fare un intervento clinico ad un gruppo di persone accomunate dalla stessa diagnosi o da sintomi simili (setting gruppale).

Il setting gruppale così come il team o group coaching presenta molti vantaggi: il gruppo è un luogo in cui i membri possono aiutarsi a vicenda, è un ambiente sicuro, di supporto e di stimolo, esso favorisce l’apprendimento interpersonale e l’interazione che a sua volta generano un senso di appartenenza, accettazione e valorizzazione di sé e delle proprie competenze.

Orientamento al futuro versus orientamento al passato

Un aspetto molto importante da sottolineare, quando si parla di Coaching e di Psicoterapia è quello temporale, o della linea del tempo lungo la quale coach e terapeuta si muovono.

Un percorso di Coaching parte dal “qui ed ora”, ovvero dagli obiettivi che il cliente si pone nel presente, dalle competenze che vuole acquisire o migliorare. Si indaga il passato del proprio cliente solo per identificare situazioni simili in cui ha ottenuto dei buoni risultati e “recuperare” le competenze e risorse che lo stesso ha già sperimentato con successo per rimetterle in azione.

Invece un percorso di psicoterapia comincia quando un paziente, al primo appuntamento, chiede aiuto tipicamente dicendo, con parole sue “io non sto bene”. Il fine della psicoterapia è quello di risolvere, nel migliore dei casi, il disagio del paziente o di alleviarlo rendendo la persona in grado di convivere al meglio con il malessere, coi suoi sintomi e le sue cause.

Quindi possiamo dire che la psicoterapia lavora nel “qui ed ora” in cui vive il paziente con un obiettivo proteso nel futuro che può essere quello della riduzione dei sintomi e della comprensione dei fattori che scatenano il disturbo.

Lungo il percorso di terapia le incursioni nel passato della persona sono frequenti: fare una capriola all’indietro è necessario per ricostruire la storia di vita e la storia di malattia del paziente, e anche nel corso delle sedute ricorrono spesso i riferimenti al passato (es. “cosa hai provato o pensato quella volta in cui…”).

La durata del coaching e della psicoterapia

La durata del Coaching varia in funzione delle esigenze della persona o del team. I fattori che possono influire sulla durata comprendono: il gap che intercorre fra lo “stato presente e quello desiderato”, quindi il tipo di obiettivi e di risultati che si vogliono raggiungere, le risorse che si hanno a disposizione, la frequenza delle sessioni che è possibile sostenere.

È possibile fare un ottimo intervento di coaching in una sola sessione, dedicata ad una specifica tematica, così come si può intraprendere un percorso più lungo. In generale la relazione di coaching dura in media 8 incontri, raramente meno di 6, quasi mai più di 12! I primi incontri, durante i quali vengono definiti gli obiettivi del percorso, sono piuttosto ravvicinati, poi si distanziano andando a coprire un arco temporale di circa 6/8 mesi.

Diversa è invece la durata di una terapia, di solito più estesa nel tempo, poiché dipende da elementi più complessi, primi tra tutti il disturbo del paziente e l’orientamento del terapeuta. La cadenza degli incontri è settimanale, o tutt’al più quindicinale, e orientativamente è facile che un paziente rimanga in terapia per almeno due anni.

Coaching e Psicoterapia sono dunque due importanti strumenti dialettici basati sulla relazione che si instaura tra gli individui che vi partecipano.

Coaching e psicoterapia a confronto: tabella riassuntiva

Di seguito, per facilitarti il confronto, riporto la tabella riassuntiva con le similitudini e le differenze che possono aiutarti per la scelta del professionista che maggiormente risponde alla tua esigenza.

CoachingPsicoterapia
Approccio
(i più comuni)
Cognitivo comportamentale
Sistemico
Cognitivo comportamentale
Sistemico
Dinamico
Psicoanalitico
NomenclaturaClienti e sessioniPazienti e sedute
Tipologia di relazioneRelazione d’aiuto, sostegno motivazionale, ascolto

Il coach supporta il cliente nelle sue riflessioni, analisi, affinché il cliente stesso arrivi alle proprie decisioni e conclusioni
Relazione d’aiuto, sostegno psicologico, ascolto

Lo psicoterapeuta prende in carico il paziente, fa una diagnosi, fornisce interpretazioni, dà suggerimenti per il miglioramento
Scopo / Obiettivo dell’interventoRaggiungimento di obiettivi specifici, miglioramento della performance, allenamento delle abilitàRiduzione dei sintomi, comprensione dell’origine del malessere, sostituzione di pensieri e comportamenti disfunzionali
Modalità dell’interventoOne to one
Gruppo
Team
One to one
Gruppo
Durata dell’intervento (in media)Circa 6/8 mesi da 1 a 8 sessioni2 anni
Cadenza degli incontriInizialmente 10/12 giorni, poi ogni 20 e verso la fine ogni 40 giorni1 volta alla settimana, tutt’al più 1 volta ogni due settimane
Riferimenti temporaliPresente e futuro con limitate incursioni nel passato per recuperare risorse da riutilizzare nel presentePassato, presente e futuro con considerevole focalizzazione sugli eventi passati

Se sei interessato ad approfondire lo strumento del coaching, ti invitiamo a leggere anche quest’altro articolo “Cos’è il coaching e come favorisce la tua crescita professionale e personale“.


Sofia Crespi

di Sofia Crespi per The Coachingroup

Psicoterapeuta e coach